Indulgenza per i defunti

LE INDULGENZE PER I DEFUNTI PROROGATE PER TUTTO IL MESE DI NOVEMBRE. PER EVITARE ASSEMBRAMENTI.
Ogni anno, il 2 novembre, la chiesa concede l’indulgenza plenaria, applicabile solo ai defunti, a coloro che visitano una chiesa e recitano il padre Nostro e il Credo.
Concede inoltre l’indulgenza anche a coloro che, da giorno 1 a giorno 8 novembre, visitano il cimitero e pregano per i defunti.
Quest’anno, “onde evitare che numerosi fedeli si affollino nei luoghi sacri”, l’indulgenza lucrabile il 2 novembre in chiesa può essere acquistata in qualsiasi giorno del mese e l’indulgenza prevista per i primi otto giorni visitando il cimitero, può essere trasferita a qualsiasi giorno di tutto il mese di novembre.
Gli anziani, i malati e tutti coloro che non possono uscire di casa perché in isolamento, possono conseguire l’indulgenza pregando “davanti ad un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria”, recitando, ad esempio, le Lodi, i Vespri dell’Ufficio dei defunti, il Rosario, la Coroncina della misericordia, altre preghiere tradizionali o compiendo “un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita”. Possono ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre).
Aiutiamo i nostri cari defunti a liberarsi al più presto dalle sofferenze del purgatorio, lucrando per loro l’indulgenza plenaria, che la Misericordia di Dio, tramite la Chiesa, concede in questi giorni. Di seguito notizie sull’indulgenza e modalità per lucrarle.
schermata-2020-10-24-alle-11-17-47L’INDULGENZA PLENARIA PER I DEFUNTI
Condizioni pe lucrare l’indulgenza
1. confessione sacramentale; si richiede che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale;
2. comunione Eucaristica;
3. Preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre (per esempio, un Padre Nostro e un’Ave Maria).
Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo.
L’INDULGENZA
L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.
L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.
La teologia cattolica insegna che ogni nostro peccato ha una duplice conseguenza: genera una colpa e comporta una pena.
Mentre la colpa, che possiamo concepire come la rottura o il deturpamento dell’amicizia con Dio, è rimessa dall’assoluzione sacramentale nella confessione, (attraverso la quale Dio cancella l’offesa ricevuta), la pena permane anche oltre l’assoluzione.
La pena temporale non è da concepire come una vendetta di Dio, ma come il tempo necessario a noi per rigenerare la nostra capacità di amare Dio sopra ogni cosa. Questa pena temporale esige d’essere compiuta in questa vita come riparazione, o in Purgatorio come purificazione. Elenchiamo alcuni mezzi di purificazione che, nel cammino tereno, facilitano il cammino verso la santità: le varie prove e la sofferenza stessa, l’impegno nelle opere di carità, la preghiera, le varie pratiche di penitenza e, non ultimo, l’acquisto delle indulgenze. Ma poiché difficilmente in questa vita riusciremo a giungere alla perfezione, la Giustizia Divina prevede un tempo di purificazione anche dopo la nostra morte, nel Purgatorio. Leggiamo nel Catechismo: “Coloro che muoiono nell’amicizia di Dio, ma imperfettamente purificati, benché sicuri della propria salvezza eterna, vengono sottoposti, dopo la morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia di Dio”.

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